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La nuova figura professionale chiamata ad affiancare le pubbliche amministrazioni nei processi di trasformazione digitale: il ruolo su cui puntare nella prospettiva dei progetti e degli investimenti per il raggiungimento degli obiettivi del recovery plan e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Next Generation EU e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)[1] individuano le linee di azione per il rilancio del Paese, sulla base di tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale.

Uno dei punti fondamentali di queste linee d’azione riguarda, nello specifico, l’aumento dell’efficienza della pubblica amministrazione, soprattutto nella realizzazione di progetti innovativi, accompagnandoli dalla selezione e progettazione fino alla realizzazione finale, con l’obbiettivo di favorire la transizione alla digitalizzazione dei processi e dei servizi.

In base al PNRR, dunque, la realizzazione degli obiettivi di crescita e di modernizzazione della PA devono essere perseguite attraverso la trasformazione digitale del settore pubblico e una sua conseguente riforma strutturale.

Per questo, gli interventi proposti puntano ad introdurre importanti novità nell’organizzazione e nella dotazione di capitale umano della PA, per garantire il necessario supporto specialistico all’attuazione concreta dei progetti, con attenzione particolare al tema della digitalizzazione, dell’innovazione e della modernizzazione dell’azione amministrativa[2].

In tale prospettiva, proprio l’art. 32 del Decreto-legge, c.d. Semplificazione, n. 76/2020[3] ha introdotto l’art. 13-bis del Codice dell’amministrazione digitale (CAD- D. Lgs. n. 82/2005), in cui si dispone che le pubbliche amministrazioni, per colmare il deficit di competenze professionali e tecniche, spesso indicato come fattore di ostacolo alla trasformazione digitale, assumano esperti, dotati di esperienza e qualificazione professionale nello sviluppo e nella gestione di processi complessi di trasformazione digitale.

Di conseguenza, tutte le PA e anche i gestori di pubblici servizi e le società in controllo pubblico che avviano progetti di sviluppo dei servizi digitali saranno tenute a rispettare tale codice con il supporto di uno o più esperti in possesso di “comprovata esperienza e qualificazione professionale nello sviluppo e nella gestione di processi complessi di trasformazione tecnologica e progetti di trasformazione digitale”.

Il nuovo Piano Triennale per l’informatica e le scadenze del Decreto Semplificazione rendono, dunque, il 2021 l’anno decisivo per l’innovazione digitale della PA. Difatti, anche il nuovo Piano Triennale rende ancora più evidente la necessità di un nuovo approccio all’innovazione digitale della PA con strumenti nuovi ed obiettivi da perseguire.

Le amministrazioni, infatti, vengono coinvolte attivamente e sostenute attraverso:

– incentivi: a favore degli Enti in ragione della prossimità a cittadini e imprese, vengono attribuite risorse a sostegno degli investimenti attraverso l’istituzione del “Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione”;

 -aiuto collaborativo: il team di esperti del Dipartimento per la Trasformazione Digitale;

formazione: costante e specializzata.

La nuova figura professionale disciplinata dall’art. 13-bis del CAD, quindi, dovrà possedere competenze multidisciplinari (giuridiche, archivistiche, gestionali e informatiche) per affiancare efficacemente le pubbliche amministrazioni nella progettazione e attuazione dei processi di trasformazione digitale.

Tali Esperti, in qualità di consulenti esterni specializzati, dovranno collaborare con il Responsabile per la Transizione al digitale (RTD), figura interna alla pubblica amministrazione, prevista all’art. 17 del CAD.

Il Piano Triennale nella versione 2020-2022, al Capitolo 8: “Governare la trasformazione digitale” individua proprio il consolidamento del ruolo del Responsabile della Transizione al Digitale come una delle quattro “leve” per l’innovazione delle PA e dei territori. In continuità con il percorso già avviato con l’edizione precedente del Piano vengono, quindi, previste una serie di linee d’azione volte a rafforzare la rete RTD attraverso l’ausilio di esperti della trasformazione digitale e anche mediante lo sviluppo di specifici programmi di formazione.

Il numero delle PA che, ad oggi, hanno provveduto alla nomina di un Responsabile per la transizione al digitale, è davvero limitato; tale circostanza apre una reale opportunità di mercato per i giuristi specializzati in materia di processi di transizione digitale che auspicano a proporsi in qualità di consulenti esterni delle PA, quale esperto ai sensi dell’art. 13 bis del CAD.

Proprio per cogliere tali opportunità è stato sviluppato il Corso professionalizzante “GIURISTI ESPERTI NELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”, con la direzione scientifica dell’Avv. Andrea Lisi ed organizzato da Digital&Law Academy, in collaborazione con Euroconference e patrocinato da Anorc Professioni, che intende fornire le competenze tecniche e giuridiche richieste, approfondendo: principi generali del CAD, alla luce delle recenti novità introdotte dalla Linee guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici; conoscenza delle tecnologie digitali relative al trattamento dei documenti e delle infrastrutture tecnologiche per l’erogazione del servizio; Linee Guida di AgID sul design per i servizi digitali della PA; aspetti legati alla comunicazione pubblica e istituzionale e al patrimonio informativo pubblico.

Il Corso, in modalità e-learning, è strutturato in 10 moduli di 4 ore ciascuno, ed è valido, a tutti gli effetti, come formazione professionale ai fini dell’acquisizione delle competenze per svolgere il ruolo di Esperto nello sviluppo e nella gestione di processi complessi di trasformazione tecnologica e progetti di trasformazione digitale, ai sensi dell’art. 13 bis del CAD.

Si rivela quindi un’opportunità questa scaturita dal complesso delle esigenze delle pubbliche amministrazioni, che bisognerebbe cogliere proprio in un periodo in cui la richiesta sortirà un effetto progressivo. Il corso viene incontro a questa esigenza e vuole rivelarsi un mezzo utile ai professionisti interessati ad entrare in questo settore, e anche un bagaglio di informazioni per chi vuole rimanere al passo con la transizione digitale e la veloce digitalizzazione in atto.

[1] Approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2021.

[2] Lo stanziamento totale per questo intervento è di 210 milioni di euro, che si aggiunge a quelli per le assunzioni relative ai singoli progetti del PNRR, a valere sulle risorse degli stessi.

[3] Convertito con modificazioni dalla Lecce n. 120/2020.

L'articolo Recovery Plan e PNRR: come diventare giuristi esperti nella trasformazione digitale della PA sembra essere il primo su Euroconference Legal.