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Perché la salute dell’impresa passa dall’analisi del suo portafoglio clienti

Da qualche anno a questa parte si parla diffusamente di salute d’impresa. Complice l’introduzione della normativa, è ormai diffusa la consapevolezza sulla necessità di analizzare e monitorare costantemente la salute finanziaria delle imprese, per assicurarne la continuità e la prosperità nel tempo.

Nonostante ciò, la stessa normativa sulla crisi di impresa risulta lacunosa: pur introducendo dei criteri di monitoraggio, infatti, si focalizza sulla singola impresa senza considerare la catena commerciale a cui inevitabilmente si lega. Tra i compiti a cui l’impresa è tenuta ad assolvere c’è la rilevazione di eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario e la verifica della sostenibilità dei debiti almeno per i 12 mesi successivi, ma non viene fatto alcun cenno al monitoraggio della catena di fornitura e allo stato di salute del proprio portafoglio clienti. Eppure, questi sono i due attori principali dei rapporti commerciali dell’impresa: un mancato pagamento o un default non previsto possono causare un forte scossone alle salute dell’impresa.

L’analisi di portafoglio

Analizzare e monitorare il proprio portafoglio clienti e fornitori è quindi una buona pratica per individuare segnali di allarmi precoci e adottare misure preventive per evitare situazioni di inadempienza o insolvibilità.

L’analisi di portafoglio può, infatti, aiutare a identificare i settori o i clienti più redditizi e chiarire su quali business l’azienda dovrebbe investire. Quanto più questa analisi è strutturata, tanto più facilmente è possibile identificare i clienti migliori in termini di affidabilità e volume d’affari e quelli in difficoltà verso i quali sarebbe opportuno allentare la dipendenza.

Inoltre, avendo chiara la composizione del proprio portafoglio, è possibile stabilire in anticipo il rischio che si è disposti ad assumere verso un nuovo cliente; quanto più il portafoglio è bilanciato e composto da aziende in salute, tanto più sarà possibile esporsi anche verso imprese caratterizzate da un maggior rischio di credito.

Su quali dati valutare il proprio portafoglio clienti?

I due elementi imprescindibili per valutare il proprio portafoglio clienti sono l’ammontare delle esposizioni verso ciascun cliente e la loro affidabilità creditizia. Nel caso di clienti consolidati e verso cui l’esposizione è contenuta, può essere sufficiente un’analisi dei tempi medi di pagamento basata sullo storico delle fatture. È evidente però che si tratta di un sistema impreciso e non sempre attendibile, la cui applicazione dovrebbe essere riservata a casi limitati. Un sistema di gran lunga più efficace è il monitoraggio del credit score del cliente, il punteggio di affidabilità creditizia dell’impresa calcolato sulla base dei suoi dati di bilancio. La stessa distribuzione geografica è un elemento da non sottovalutare; non solo a fini logistici, ma anche alla luce dell’aumentata incidenza dei rischi climatici.

Gli stessi criteri di analisi possono essere applicati anche per il monitoraggio dell’intera  supply chain, la catena di fornitura. Per quanto riguarda i fornitori, la valutazione dell’affidabilità creditizia può essere accompagnata da un’analisi qualitativa delle loro sue performance, che tenga conto del prezzo della fornitura, della qualità dei materiali/servizi e delle tempistiche di consegna. Tale analisi, conosciuta come vendor rating, consente di ottenere una classificazione dei propri fornitori in termini di importanza. Tanto più alta sarà la posizione del fornitore all’interno della catena di fornitura, maggiore sarà la sua incidenza sull’equilibrio economico-finanziario dell’impresa.

Strumenti per l’analisi di portafoglio

L’analisi del portafoglio si basa su una serie di dati di natura sia quantitativa che qualitativa; mentre la valutazione delle performance dei fornitori e delle tempistiche di pagamento dei clienti si basa necessariamente su dati storici interni all’azienda, la valutazione del grado di rischiosità e della probabilità di default delle imprese in portafoglio si basa necessariamente sull’analisi dei dati di bilancio.

TeamSystem ha integrato la funzionalità di analisi del portafoglio clienti e fornitori all’interno di Check Up Impresa, la soluzione in Cloud per il monitoraggio degli indici di allerta della crisi di impresa. Sebbene, infatti, non sia previsto dalla normativa vigente, l’analisi del portafoglio cliente è un elemento imprescindibile e strategico per monitorare lo stato di salute dell’impresa.

La funzionalità è pensata per rendere l’analisi di portafoglio uno strumento veloce e alla portata sia dell’impresa che dell’organo di controllo preposto al monitoraggio dello stato di salute della stessa. Caricando l’elenco delle partite IVA che costituiscono il portafoglio clienti e quello fornitori, il sistema restituisce il credit score di ciascun soggetto calcolato dall’agenzia di rating modefinance, accreditata Esma in Europa e Ecai in Banca di Italia. Il grafico con la distribuzione delle aziende per classe di rating evidenzia la composizione del portafoglio in termini di rischiosità, assieme alla probabilità di default (Pd) espressa in valore % sui 12 mesi successivi.

La valutazione della supply chain, in particolare della bontà del proprio attivo patrimoniale in termini di qualità del credito commerciale, si inserisce così come uno degli step di analisi della valutazione della solidità dell’azienda. In questo modo è possibile avere un quadro più completo degli elementi che potrebbero pregiudicarne la continuità nel tempo e agire tempestivamente per preservarne l’equilibrio economico-finanziario, condividendo questi ulteriori asset informativi con tutti gli stakeholders, banche e istituiti bancari compresi.

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