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Diversity e inclusion: perché possono diventare un punto di forza nello studio legale

Promuovere la diversity e l’inclusione all’interno di un’organizzazione di lavoro non è solo un imperativo etico, ma può rappresentare un vero e proprio punto di forza strategico. Diversità di prospettive, background ed esperienze possono portare infatti a soluzioni innovative, ad una maggiore comprensione delle necessità dei clienti e, quindi, ad un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. Partiamo da qui per raccontare come, in concreto, questi concetti che oggi sono all’ordine del giorno, ma spesso ancora disattesi, possono offrire agli studi legali ottime opportunità di crescita e di sviluppo sotto ogni punto di vista.

La diversity nello studio legale

Nello studio legale, la diversità e l’inclusione sono concetti che possono andare ben oltre il mero rispetto delle norme antidiscriminatorie. Si tratta infatti di una visione strategica che può portare benefici sia a livello di performance, che di reputazione, contribuendo a creare uno studio più innovativo, competitivo e sostenibile. In questo articolo, vedremo perché la diversità e l’inclusione sono importanti per lo studio legale, quali sono le principali sfide e opportunità in questo ambito e come si possono mettere in pratica dei principi inclusivi che valorizzino le differenze di genere.

Cosa si intende per diversity e cos’è l’inclusione?

Per diversity si intende la presenza di persone con caratteristiche diverse all’interno di un gruppo o di un’organizzazione. Queste caratteristiche possono essere di vario tipo, come ad esempio l’età, il sesso, l’origine etnica, la nazionalità, la religione, l’orientamento sessuale, l’identità di genere, la disabilità, le competenze, gli interessi, le esperienze, le opinioni e i valori. La diversità non è solo una questione quantitativa, ma anche qualitativa, poiché implica il riconoscimento e il rispetto delle differenze tra le persone.

Per inclusione (c.d. inclusion) si intende invece il processo che consente alle persone di partecipare attivamente alla vita di un gruppo o di un’organizzazione, sentendosi accettate, valorizzate e coinvolte. L’inclusione non significa solo tollerare o integrare le persone diverse, ma anche promuovere la loro piena espressione e contribuzione, favorendo un clima di fiducia, collaborazione e apprendimento.

La diversità e l’inclusione sono quindi due concetti correlati e affini, anche se diversi. Non basta, infatti, avere una composizione eterogenea all’interno dello studio legale, se poi le persone non si sentono parte integrante della cultura organizzativa, non hanno le stesse opportunità di crescita e sviluppo e non possono esprimere liberamente il loro potenziale. Allo stesso modo, non basta avere una cultura aperta e accogliente, se poi lo studio legale non riflette la varietà e la complessità della società in cui opera e dei clienti che assiste.

Perché la diversità e l’inclusione sono importanti per lo studio legale?

La diversità e l’inclusione non sono solo dei valori etici e sociali, ma anche dei fattori chiave per il successo e la competitività dello studio legale. Vediamo alcuni dei principali motivi per cui la diversità e l’inclusione possono diventare un punto di forza nello studio legale.

Cominciamo dal miglioramento della qualità dei servizi legali. Uno studio legale inclusivo, con la presenza di diversità al proprio interno può offrire ai clienti una gamma più ampia e articolata di competenze, prospettive, soluzioni e approcci, adeguandosi meglio alle loro esigenze e aspettative. Inoltre, uno studio legale che rispecchia la diversità dei clienti può instaurare con loro una maggiore empatia, fiducia e soddisfazione, garantendo una relazione più duratura e proficua.

Team diversificati sono più propensi a prendere decisioni migliori e innovative, grazie al confronto di differenti punti di vista e all’approccio a problemi complessi da molteplici angolazioni.

Altro punto di forza è legato allo stimolo all’innovazione e alla creatività. Uno studio legale inclusivo può favorire un clima di apertura e dialogo, in cui le persone possono confrontarsi, scambiarsi idee, informazioni e feedback, arricchendosi reciprocamente e generando nuove soluzioni e opportunità. Inoltre, uno studio legale che accoglie e valorizza le differenze può stimolare la curiosità, la flessibilità e la capacità di adattamento delle persone, incoraggiandole a sperimentare e a uscire dalla zona di comfort. La diversità di esperienze e background porta a una maggiore creatività, che può tradursi in soluzioni più efficaci per i clienti.

Ulteriore asset è l’incremento della produttività e della performance. Uno studio legale diverso e inclusivo può migliorare il benessere, la motivazione e l’engagement delle persone, riducendo i conflitti, lo stress, l’assenteismo e il turnover. Inoltre, uno studio legale che offre pari opportunità e meritocrazia può attrarre e trattenere i migliori talenti, aumentando il livello di competenza e professionalità dello staff.

Dove c’è inclusività di diversity c’è anche una miglior reputazione. Uno studio legale che coltiva la diversità come un valore e la accoglie con inclusività dimostra il proprio impegno verso la sostenibilità e il rispetto dei diritti umani, dando un segnale positivo al mercato, alla società e alle istituzioni. Inoltre, uno studio legale che promuove la diversità e l’inclusione può contribuire al cambiamento sociale, agendo da esempio e da catalizzatore per altre organizzazioni e per la comunità. Anche la “talent attraction” beneficia della diversity e inclusion, perché i migliori talenti cercano ambienti di lavoro inclusivi e diversificati, dove possono sentirsi valorizzati e a proprio agio. Uno studio “tradizionale”, composto prevalentemente da avvocati maschi italiani di ceto elevato, faticherà ad attrarre talenti di diversa estrazione, come donne, membri di minoranze etniche o religiose, persone con background socioeconomici più umili. Questi talenti preferiranno contesti che appaiono più aperti e inclusivi. E per contro, uno studio così omogeneo perderà gradualmente l’accesso a un’ampia fetta di talenti qualificati presenti sul mercato.

Un esempio concreto

Proviamo ad immaginare uno studio legale che si trova a doversi occupare di un caso di discriminazione razziale. Un team composto da avvocati di diverse etnie e provenienze avrà una comprensione decisamente più profonda delle sfumature del caso e sarà in grado di sviluppare una strategia di difesa più efficace.

Oppure, pensiamo a un team che sta lavorando a un’importante acquisizione internazionale. Un team con una varietà di esperienze e competenze linguistiche sarà in grado di comunicare meglio con le controparti straniere e di negoziare un accordo più vantaggioso per il cliente.

Quali sono le principali sfide e opportunità per la diversità e l’inclusione nello studio legale?

Nonostante i numerosi vantaggi della diversità e l’inclusione, lo studio legale si trova oggi a dover affrontare anche molte difficoltà e resistenze, soprattutto dal punto di vista culturale e di abitudini.

Ne sono un esempio la scarsa rappresentanza delle donne e delle minoranze nelle posizioni apicali di studio. Nonostante i progressi degli ultimi anni, lo studio legale rimane ancora un ambito prevalentemente maschile e omogeneo, in cui le donne e le persone appartenenti a minoranze etniche, religiose, sessuali o di altro tipo, sono sottorappresentate, soprattutto nei ruoli di leadership e nelle posizioni di maggior prestigio e visibilità. Questa situazione limita la capacità dello studio legale di riflettere la diversità dei clienti e della società, oltre che di sfruttare il potenziale delle persone.

Un ambiente di lavoro inclusivo, che valorizza le differenze invece di temerle, favorisce anche un approccio più costruttivo nella gestione dei conflitti e delle dinamiche di team. Quando le persone si sentono rispettate e le loro prospettive sono valorizzate, sono più propense a esprimere apertamente le loro opinioni e a impegnarsi in discussioni franche ma rispettose. Questo può portare a decisioni più ponderate e soluzioni migliori.

Al contrario, in team omogenei può spesso prevalere il fenomeno del “pensiero di gruppo”, con conseguente mancanza di sfida alle idee dominanti e rischio di decisioni viziate. Oppure possono verificarsi dinamiche di conflitto aperto tra “fazioni” contrapposte, con conseguente perdita di efficienza ed energie disperse in lotte intestine invece che focalizzate sul lavoro.

Un team diversificato, adeguatamente formato sulla gestione dei conflitti e sul valore dell’inclusione, sarà più unito nel rispettare le diversità e sfruttarne il potenziale anziché contrapporvisi.

Consigli pratici per attuare diversità e inclusione

Dopo aver illustrato i numerosi vantaggi della diversity e dell’inclusione per uno studio legale, vediamo ora alcuni consigli pratici per attuare concretamente questi principi. Lo studio legale per favorire tali processi può:

  • Formare una commissione per la diversity e renderla parte integrante della governance dello studio. Questa commissione deve includere rappresentanti di diverse estrazioni ed avere un reale potere decisionale, non essere solo un organo consultivo.
  • Rivedere i processi di selezione e promozione per rimuovere pregiudizi inconsci. Ciò può comprendere formazione specifica per i selezionatori, utilizzo di griglie di valutazione basate su criteri oggettivi invece che impressioni generiche, composizione di commissioni di selezione diversificate.
  • Implementare politiche concrete di conciliazione vita-lavoro e benefit per i genitori, che evitino di penalizzare soprattutto le donne nelle fasi cruciali della carriera.
  • Prevedere incentivi e obiettivi legati alla diversity a ogni livello dello studio, dai vertici ai singoli team. I risultati devono avere impatto sulle promozioni e sugli aumenti retributivi.
  • Investire in formazione continua sulla gestione della diversity, la risoluzione dei conflitti, la riduzione dei pregiudizi inconsci a tutti i livelli dello studio.
  • Essere inclusivi fin dal processo di employer branding, utilizzando messaggi, immagini e canali che raggiungano anche target diversificati, non solo i “soliti” percorsi delle élite.
  • Diventare uno studio legale certificato per le pari opportunità

Concludiamo dunque la nostra disamina dei vantaggi e delle azioni concrete da porre in essere sottolineando come la diversity e l’inclusion non devono rimanere solo principi etici, ma devono essere messi in pratica per renderli fattori chiave per il successo degli studi legali nel mercato professionale odierno. Investire nella creazione di una cultura aziendale inclusiva e diversificata può portare a una serie di benefici tangibili, in termini di performance, creatività, attrattiva dei talenti e reputazione, il tutto riassumibile con maggior competitività e valore per tutti.

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