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Come realizzare slide efficaci, vediamo i 5 passaggi necessari da compiere per realizzare slide efficaci…

Sarà capitato a tutti di voi di provare un senso di smarrimento davanti a proiezioni di slide piene di testo. Avete presente quelle slide dove ogni spazio è stato utilizzato meticolosamente per farci stare dentro tutto? Tutto, questa è la preoccupazione che affligge il legale alle prese con una presentazione giuridica. Che sia una norma, che sia una sentenza, oppure un passo della dottrina, l’idea è che nel “più c’è il meno”, per cui buttiamoci dentro quanto più possibile, così non sbagliamo certamente. Il risultato lo conoscete bene: slide impresentabili, che creano un senso di oppressione e di smarrimento. Non basta. Il relatore ovviamente si accingerà a leggerle punto per punto, mostrando il lato B all’aula e generando un senso di torpore nel pubblico. Che peccato! Il public speaking, come abbiamo già avuto modo di vedere, è una grande occasione di promozione, è un palcoscenico davvero speciale per farsi conoscere e per farsi ricordare. Occasione persa, dunque! Già, perché ciò che ricorderanno i partecipanti è stata la pesantezza delle ore trascorse in aula, la quantità esagerata di input ricevuti e la confusione con cui si esce.

PERCHÈ GLI AVVOCATI FANNO SLIDE COSÌ BRUTTE?

Lato relatore, le ragioni di siffatto comportamento sono molteplici:

  • la paura di tralasciare qualcosa;
  • la paura di dimenticanze improvvise, per cui le slide rivestono al funzione che per Linus aveva la sua amata copertina;
  • la paura di selezionare le parti sbagliate della normativa o della giurisprudenza, per cui se mettiamo tutto non sbagliamo certo;
  • la pigrizia nel dedicare attenzione alla selezione del contenuto;
  • la mancanza di idee e di tecnica per fare delle slide finalmente belle.

Insomma, spinti dall’energia compulsiva del “E se…” optiamo per la scelta più sicura e onnicomprensiva: mettiamo tutto e non se ne parla più. Per molti questo è solo l’inizio di un fastidioso impegno (fare i relatori) che sono chiamati (loro malgrado) a svolgere. Spesso, poi, i preparativi sono accompagnati anche dall’ansia da prestazione, che spinge a prendere tutte le possibili precauzioni per evitare “figuracce” tipo vuoto mentale, dimenticanze varie, domande che ci colgono impreparati. Le slide diventano in tal modo i binari che guideranno il nostro discorso e daranno un ordine all’esposizione, ancora di salvezza contro ogni possibile dimenticanza.

Ma tutto ciò è corretto e, soprattutto, strategico? Decisamente no, vediamo perché.

QUANTI STRUMENTI CI SONO PER SUPPORTARE LO SPEECH?

Il punto di partenza del nostro discorso è chiarire che esistono 3 diversi strumenti con altrettante rispettive funzioni:

a) lo schema pilota (e gli appunti);
b) la dispensa (o handbook);*
c) le slide.

Vediamo questi tre strumenti quale funzione rivestono durante una relazione in pubblico.

Lo schema pilota è solitamente costituito da un foglio, su cui riporteremo la sequenza degli argomenti da trattare durante lo speech, i punti di passaggio, gli esempi, il tempo da dedicare a ciascuno. Per chi non si accontenta di avere un canovaccio da seguire, ma necessita anche di contenuti da avere sotto mano, eventuali appunti saranno necessari; in quanto tali, sono solo vostri, il pubblico non li vedrà mai, pertanto fateli come più vi è utile senza badare alla forma (vanno bene appunti a penna, schemi, scarabocchi vari, basta che per voi siano chiari).

La dispensa, al contrario, è destinata ai partecipanti. Sarà necessario, dunque, che sia completa, ben impaginata, con una cover e il logo di Studio, con eventuale testo a fronte per evidenziare in grassetto le novità ecc. Dite subito ai partecipanti che riceveranno una dispensa, in modo che non si affanneranno a prendere appunti durante lo speech e potranno mantenere alta l’attenzione su di voi.

E infine le slide. Anch’essi destinati al pubblico, sono strumenti visivi con l’unico scopo di facilitare la comprensione per l’audience. Le slide devono essere pensate dunque per i partecipanti, non per il relatore. Una volta chiarita la funzione delle slide, ecco che sarà utile seguire alcuni accorgimenti per svilupparle in modo nuovo, efficace e funzionale allo scopo di semplificare e supportare lo speech. Quindi usciamo dall’idea che slide giuridiche debbano essere necessariamente fatte di testo, di bullet point. Mettiamo mano alla nostra creatività e con eleganza, coraggio, un pizzico di humor e vision trasformiamo anche gli argomenti più “asettici” in qualcosa di coinvolgente.

COME REALIZZARE SLIDE EFFICACI

Vediamo i 5 passaggi necessari da compiere per realizzare slide efficaci:

  1. le slide devono supportare il vostro discorso e non il contrario; pertanto, prima definite lo storyboard: il perimetro del discorso, i contenuti centrali, gli esempi e le metafore da utilizzare; solo per ultimo passate a sviluppare le slides. Definito l’ambito del discorso raccogliete le fonti (normative, giurisprudenziali e dottrinali) che vi serviranno e mappate il pubblico che avrete davanti (chi sono, quanto ne sanno dell’argomento, cosa si aspettano, cosa potrà colpirli, cosa potrà far perdere l’attenzione);
  2. lavorate prima in analogico e solo in un secondo momento passate al digitale. La ragione è che se lavorate con carta e penna, sarete sempre disposti a cancellare e modificare quanto avete messo giù in bozza; al contrario, se lavorate subito sulle slide, per ciascuna dedicherete molto tempo e poi difficilmente sarete disposti ad eliminarle, anche laddove dovesse risultare sovrabbondanti;
  3. utilizzate i post-it, in quanto vi costringeranno ad essere inizialmente sintetici e a puntare al cuore di ciascun argomento, senza perdervi nei dettagli; inoltre i post-it si prestano ad essere riordinati quando deciderete la sequenza dei contenuti; infine, i post-it si prestano perfettamente al brainstorming, fase in cui produrrete idee che eliminerete e cambierete più volte;
  4. riportate a questo punto sulle slide i contenuti fin qui sviluppati in bozza, utilizzando il classico PowerPoint oppure il cugino Keynote per Mac. Avete già definito in linea di massima la sequenza e i contenuti centrali, si tratta ora di dargli corpo nell’unica ottica di produrre contenuti visivi che facilitino la comprensione del pubblico. Pertanto, ricordatevi che le immagini – e più in generale elementi visivi – quadruplicano la facilità di comprensione e memorizzazione per l’ascoltatore (+ 400%). Ecco perché non è una buona idea produrre slide tutto testo, anche perché il pubblico tenderà a leggere i contenuti mentre voi parlate, perdendo buona parte del vostro discorso;
  5. ricordate, infine, che le parole hanno funzione informativa, mentre le immagini hanno funzione rappresentazionale. Le immagini sono evocative delle esperienze di ciascuno e delle relative emozioni associate.

Conclusione, le slides dovrebbero prevalentemente contenere immagini, filmati, schemi e poche parole a sintetizzare i concetti chiave. Saper giocare poi con le metafore, lo humor, la vision renderà il vostro speech davvero memorabile per il pubblico. La parte più descrittiva, documentale, didattica riservatela invece alla dispensa che consegnerete ai partecipanti.

Se lavorerete sulle slide seguendo la sequenza in 5 punti sopra descritta, potreste inoltre scoprire che la preparazione di uno speech può rappresentare anche per un legale un momento di creatività e, perché no, di divertimento. Insomma, è arrivato il momento anche per gli avvocati di diventare dei bravi speaker, che vuol dire sia saper gestire lo speech in pubblico, sia presentarsi con materiali interessanti e anche piacevoli da vedere e da ricordare.

04/11/2019
| a cura di Mario Alberto Catarozzo – Business Coach, Formatore, Consulente marketing
| leadership-avvocato

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